Commenta

Porro de Somenzi, il
cremonese che portò
Cremona tra le stelle

di Marco Bragazzi

Questi cremonesi sconosciuti. Siamo nel 1882, anno che segna a giugno la morte di Giuseppe Garibaldi mentre, il 20 dicembre, a Trieste, viene giustiziato l’irredentista Guglielmo Oberdan colpevole, secondo quanto affermato dalla polizia austro-ungarica, di voler compiere un attentato ai danni dell’imperatore Francesco Giuseppe. Due avvenimenti che segnarono il passo del Risorgimento italiano ormai consolidato, due avvenimenti che videro come protagonista suo malgrado, un cittadino cremonese.

Francesco Porro, dal XX secolo Francesco Porro de Somenzi, era nato a Cremona il 5 maggio 1861, ragazzo brillante che già da giovanissimo si interessa per la meteorologia per poi studiare fisica e fisica matematica all’università di Pavia ‘alla corte’ di quel Eugenio Beltrami che oggi ‘accompagna’ i cremonesi all’incirca dall’incrocio di via Platina di fronte a Palazzo Mina Bolzesi fino a Piazza Roma. Nel giugno 1882 Porro è a Pavia come designato delle commemorazioni dedicate al patriota ‘eroe dei due mondi’ il quale, a Cremona, ‘conduce’ i cremonesi dalla chiesa di San Luca fino a Corso Campi. Porro si imbarca il più alla svelta possibile e, qualche giorno dopo, è sulla stupenda isola di Caprera per partecipare al funerale di colui che ‘ha unito l’Italia’ diventando una figura cardine del XIX secolo in Europa ma non solo.

Nel 1882 Porro si concentra sugli studi, ma l’arresto a dicembre e la condanna a morte di Oberdan, colui che ‘traghetta’ i cremonesi da Corso Garibaldi fino a via Palestro, lo attiva in una concitata assemblea studentesca e lo mette in contatto con Victor Hugo, scrittore francese che si batteva per la grazia dell’irredentista insieme a Giosuè Carducci. Porro De Somenzi ha solo 21 anni ma il suo talento vero, quello dello studio degli astri e della terra, deve ancora maturare anche se i presupposti sono di certo tra i migliori. La carriera di Porro nel mondo astronomico è incredibile, dopo la laurea e un praticantato all’osservatorio di Brera, a soli 25 anni diventa direttore ‘pro tempore’ dell’osservatorio di Torino che ai tempi era in pieno centro città, le sue enormi capacità lo portano poco dopo ad insegnare astronomia all’Università di Torino.

Tra gli astri rimane salda la passione per la montagna lo accompagnerà sempre, tanto che, poco dopo la sua fondazione nel 1888, l’astrofisico si iscriverà al Centro Alpino Italiano di Cremona, a conferma di un suo legame con la città nonostante la sua vita spesso lontana dalla città del Torrazzo. Verso la fine del 1800 Porro dimostra una lungimiranza enorme, propone lo studio dei movimenti dei ghiacciai, movimenti che, dopo più di un secolo, diventeranno fondamentali negli studi climatici. Porro capisce anche l’importanza di questo lavoro anche come valore agronomico, ovvero come strumento che possa garantire le capacità irrigue dei principali fiumi italiani.

All’inizio del 1900 da Torino il cremonese si trasferisce all’università ed osservatorio di Genova, in quel periodo il suo collega Luigi Carnera, di stanza in Germania all’osservatorio di Heidelberg, lo informa di aver scoperto due nuovi piccoli pianeti. Rompendo gli indugi offre a Francesco Porro, di cui Carnera aveva grande ammirazione, l’onore del battesimo secondo la tradizione astronomica. Il cremonese non ha dubbi e deciderà di chiamarli Genua e Cremona, portando la sua città natale anche tra gli astri. Porro de Somenzi conduce una vita frenetica dedicata alla ricerca, le sue capacità non passano inosservate anche oltreoceano e, quasi seguendo le orme di Giuseppe Garibaldi, nel 1906 viene invitato a dirigere il prestigioso osservatorio astronomico di La Plata in Argentina oltre alla docenza presso la locale università.

La parentesi argentina dura solo 4 anni, tra il colera e il blocco delle emigrazioni verso l’Argentina nel 1910 il cremonese e tutta la sua famiglia sono obbligati a rientrare in Italia con sede a Genova. Suo figlio Gian Giacomo muore nel 1915 sul Carso, mentre, pur fortemente provato, Francesco Porro continua ad insegnare e fare ricerca astronomiche, geografiche e meteorologiche, con decine di pubblicazioni al suo attivo, sembra instancabile tanto che partecipa alla creazione e allo sviluppo di vari Enti nazionali legati al mondo astronomico e geologico. Il periodo del fascismo lo vede comunque attivo come docente anche se, a fasi alterne, il suo profilo da irredentista risorgimentale prima lo vede partecipe per poi scontrarsi con alcune fazioni culturali e politiche anche all’interno dei gruppi fascisti fino alla pensione. Francesco Porro de Somenzi, colui che ha portato Cremona nello spazio, scompare a Genova nel 1937, lasciando un patrimonio di ricerche astronomiche e geologiche quasi unico.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti