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Tamoil, ancora inquinamento
in Bissolati? Chiesta ispezione
La raffineria: 'Inammissibile'

L’avvocato Gennari

Questa mattina, davanti al giudice Andrea Milesi, gli avvocati Gian Pietro Gennari e Claudio Tampelli, due dei legali che si sono occupati del processo Tamoil, terminato con una sentenza definitiva di condanna per disastro ambientale nei confronti del manager Enrico Gilberti, hanno chiesto un accertamento tecnico preventivo che mira a stabilire se vi sia ancora presenza di materiale inquinante sotto i terreni della Bissolati. Un’iniziativa definita “necessaria” prima di avviare la causa civile per il risarcimento del danno causato dalla raffineria. Insieme ai due legali era presente il geologo Gianni Porto, consulente tecnico della Bissolati. In udienza la Tamoil si è costituita in giudizio, opponendosi alla richiesta dell’accertamento tecnico preventivo, e depositando una memoria. Il giudice, che dovrà leggere i documenti, ha rinviato l’udienza al prossimo 22 dicembre.

Secondo le rilevazioni della Bissolati, affidate alla società specializzata Copernico di Milano sotto la consulenza di Porto, l’inquinamento sarebbe ancora presente. Da oltre un anno la società canottieri sta monitorando per conto proprio l’andamento dei gas interstiziali e la presenza di idrocarburi all’interno dei propri confini, per avere un quadro esatto e soprattutto continuativo della situazione. Il monitoraggio riguarda sia i materiali fluidi (il surnatante la cui presenza era stata accertata fin dal 2011), sia i gas interstiziali, non ritenendo sufficienti i dati che emergono dalle verifiche trimestrali che l’Arpa effettua nei pozzetti individuati a suo tempo in conferenza dei servizi.

A sinistra il geologo Porto e l’avvocato Tampelli

In particolare la richiesta dell’accertamento tecnico preventivo è volta “a verificare lo stato dei luoghi descritti nel ricorso con particolare riferimento all’accertamento della persistente contaminazione delle matrici ambientali dell’area canottieri Bissolati; all’accertamento delle attività poste in essere da Tamoil in esecuzione del progetto approvato in sede amministrativa e all’efficacia di detta attività; all’accertamento dei limiti di tale progetto operativo degli interventi necessari per il ripristino ambientale nel terreno insaturo e nelle acque di falda, con l’eventuale indicazione di ulteriori e/o diversi interventi da effettuare per eliminare la contaminazione; all’accertamento dei tempi e dei costi necessari per poter tornare a fruire pienamente dell’area; all’accertamento della compromissione dei diritti della proprietà dell’area Bissolati in conseguenza della situazione presente dal 2001 ad oggi e dei conseguenti danni subiti dalla proprietà ricorrente e l’esistenza di un pericolo per la salute dei frequentatori della società”.

Per Tamoil, al contrario, si tratta di una richiesta “inammissibile”: tra i motivi, il fatto che “l’attività di controllo e di verifica del progetto operativo spetta solo ed esclusivamente alle autorità amministrative”, e perchè “la domanda di accertamento proposta è assolutamente generica”.

Sara Pizzorni

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