Cronaca
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Il dottor Berti contro l'Asst
"Distrutta la mia professionalità"

L'avvocato Spampinato e il dottor Berti

Il dottor Francesco Berti non ci sta ad essere etichettato come medico no vax, quando lui stesso si è fatto vaccinare e nessuna delle persone a cui ha fatto l’anamnesi è stata ritenuta non idonea alla somministrazione.

Il medico ha parlato oggi nello studio del suo legale, l’avvocato Vito Alberto Spampinato, dopo aver subito lo spostamento ad altro ufficio da parte dell’Azienda ospedaliera Asst di Cremona, che sulla base di segnalazioni arrivate prima a mezzo stampa e solo successivamente all’Azienda, ha deciso di spostarlo dall’hub di CremonaFiere all’attività di back office presso la sede centrale del servizio vaccinazioni di Cremona. Non avrà contatto con il pubblico.

Senza avere verificato la corrispondenza al vero di quelle segnalazioni, la prima delle quali partita dalla madre di una ragazzina malata oncologica, il medico ha parecchio da obiettare.

Lo ha fatto spiegando la sua filosofia, davanti al suo avvocato: “Un medico può essere punito per imprudenza, imperizia, negligenza e colpa grave. Non per le opinioni. Adesso dovremmo aggiungere anche la punibilità per no vax? E’ una novità legale, questa? Allora, si faccia un protocollo su cosa voglia dire essere medico no vax. Forse quello che ti sconsiglia il vaccino? O quello che non ti somministra il vaccino anche se tu lo vuoi? O ancora, quello che se anche tu non sei idoneo, deve prendersi la responsabilità di fartelo anche se puoi morire? Vorrei sapere qual è il protocollo di un medico no vax”.

“Ricordiamoci poi”, ha aggiunto, “che i protocolli sono delle linee guida, perché un medico che ha studiato 30 anni credo possa avere una sua opinione, al di là dei protocolli”. Berti usa un paradosso per spiegare il suo punto di vista: “Se domani esce un protocollo per cui a tutti i diabetici bisogna dare due kg di zucchero bianco al giorno, io non lo seguirò mai, non li voglio far finire in terapia intensiva”.

“Rispondo soltanto al giuramento di Ippocrate, in primis non nocere. Somministrare farmaci a un sano? Non esistono protocolli che prevedono di somministrare farmaci a una persona sana. Io seguo le linee guida, però alla fine la decisone è mia. Se una persona muore, io mi assumo la responsabilità di vedere cosa è successo. I pazienti non sanno quante liberatorie firmano. Dico queste cose e mi piange il cuore, perché vedo persone che firmano decine di documenti senza essere in grado di capire cosa ci sia scritto. Il consenso informato: nessuno di questi anziani di 85 anni è in grado di capire l’italiano di un consenso informato. Che liberatorie sono?”.

Secondo il medico, no è l’unico a pensarla in questo modo: “Questa polemica non l’ho fatta solo io, tutte le persone vaccinate nelle Rsa erano davvero così capaci di intendere e volere? Chi ha firmato per loro era in grado di firmare?

Noi ci prendiamo responsabilità allucinanti. La decisione di farsi somministrare il vaccino deve essere una scelta ponderata e presa in assoluta libertà, ma dopo un’attenta informazione. In questo senso mi sento un promoter, perchè voglio che la gente sia informata.

Non ultimo, una cosa che forse non tutti sanno: si presentano decine di persone che alla mia domanda ormai classica: ‘lei perché fa il vaccino?’, mi sento rispondere, soprattutto da giovani: ‘Perchè il mio datore di lavoro mi licenzia se non lo faccio’. Ma stiamo scherzando?”.

Venendo al caso specifico che ha fatto partire il caso, l’avvocato Spampinato ha spiegato che “il dottor Berti ha sostanzialmente risposto che non era in grado di dire se c’erano studi scientifici che potevano consigliare o sconsigliare a un paziente affetto da una malattia seria, la somministrazione di un vaccino.

In sostanza, la sua risposta è stata ‘non so’. Sulla base del ‘non so’, quale colpa potrebbe avere integrato?.
Avrebbe forse dovuto dire: si rivolga al mio collega, ma allora sarebbe stato additato come scaricabarile. Ha fatto quello che la sua coscienza di medico che opera da oltre 30 anni gli ha detto di fare”.

“L’accusa di medico no vax è quindi palesemente falsa”, ha sostenuto il legale. “Il comportamento da censurare è semmai quello di chi lo ha additato come no vax”.

Forti le recriminazioni nei confronti dell’Asst, che ha spostato il medico ad altro incarico senza prima aver verificato i fatti contenuti negli esposti, e nei confronti dell’Ordine dei medici che non ha preso le difese di Berti. “Sono stato rinchiuso in uno stanzino”, ha detto il medico. “Mi sento stanco e deluso”.

“Il mio cliente ha lavorato in prima linea”, ha concluso il legale, “si è sottoposto al vaccino, ha subito le conseguenze del Coronavirus, ha lavorato all’hub come tanti suoi colleghi che hanno lasciato la loro qualifica lavorativa, andando a ricoprire un incarico, su richiesta dell’Asst, di minor pregio professionale quale è la semplice anamnesi. Eppure questo non è bastato a risparmiargli un’accusa falsa. In questo modo è stata distrutta la sua professionalità”.

Sara Pizzorni – Giuliana Biagi 

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