Cronaca
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Caso aggressioni: la vittima della
seconda rapina è Anna Melega

Sono quattro, finora, le aggressioni avvenute di giorno e in pieno centro cittadino che riportano tutte alla stessa firma: quella di due uomini con il volto coperto e armati di coltello che terrorizzano le donne sole. La prima rapina è stata messa a segno il 26 aprile in via Palestro, la seconda e la terza il 30 aprile in via Aselli e in via Ottolini, e la quarta in via Palio dell’Oca il 4 maggio scorso.
L’unica rapina non andata in porto è stata quella di via Aselli. Vittima, Anna Melega, sorella di Agostino, poeta dialettale molto noto a Cremona. E’ lo stesso Melega che racconta cosa è accaduto alla sorella lo scorso 30 aprile attraverso un post su facebook.
“Mia sorella Anna”, si legge, “è stata aggredita da due delinquenti, tutti vestiti di nero, all’inizio di via Aselli, nei pressi del Bar Dolomiti. I banditi l’hanno presa per il collo e l’hanno minacciata con un coltello alla gola, tentando di sottrarle la borsetta. Anna ha cominciato ad urlare a più non posso, nel mentre i due farabutti insistevano a tirare la presa, nel loro torbido ed ignobile assalto ad una donna sola. In questo squallido scenario, in pieno centro cittadino, non si è affacciato nessuno da qualche balcone o finestra. Anna era come se si trovasse in mezzo a un deserto e non all’ombra del Torrazzo. Ed il suo animo era tutto riassunto in quell’urlo senza fine, nella vana richiesta di un aiuto. Poi i banditi si sono stancati di quel gioco infame e sono corsi via. Lascio ai lettori tutte le considerazioni del caso. Meditate gente, meditate…”.
“Non so dire se fossero italiani o stranieri”, si è limitata a commentare Anna. “Erano tutti coperti. Hanno solo detto la parola ‘soldi’. Ora però voglio solo andare avanti e dimenticare questa brutta storia”.
Gli autori delle quattro rapine sono stati descritti come giovani, con il volto coperto da una mascherina nera, in testa un cappuccio e con indosso guanti neri. E armati di coltello. Su tutti gli episodi stanno indagando senza sosta sia i carabinieri che la polizia. Si lavora a 360 grandi per dare un nome e un volto alla coppia di malviventi che imperversa in città.
Sara Pizzorni

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