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Corte dei Conti, l'opposizione non
demorde, respinto l'emendamento

Toni accesi in consiglio comunale durante la discussione della delibera di presa d’atto dei rilievi della Corte dei Conti sulla scarsa capacità del Comune di riscuotere i residui attivi di tasse e imposte comunali, cioè i crediti accertati ma non ancora riscossi relativi ad anni precedenti; e di un non efficace contrasto all’evasione tributaria.

Alla minoranza di Forza Italia, Lega, FdI, Viva Cremona, M5S, non è bastato il testo della delibera presentata dall’assessore Maurizio Manzi, è stato chiesto anche, attraverso un emendamento, che venissero inserite testualmente le misure correttive contenute nel dispositivo della Corte stessa.
In particolare: “Identificazione delle cause sul piano organizzativo delle carenze riscontrate; effettuazione di un puntuale monitoraggio del rapporto con il concessionario, valutando le azioni più opportune nei suoi confronti in caso di inadeguatezza o insufficienza dei risultati; adozione dei correttivi necessari per migliorare concretamente ed effettivamente la propria capacità di riscossione; garanzia, anche per gli esercizi futuri, di una scrupolosa gestione dei residui attivi specie se più risalenti nel tempo”. Inoltre, la richiesta di “aggiornare la Commissione Bilancio ed il Consiglio Comunale in merito alla concreta attuazione dell’indirizzo formulato”.

Tutte integrazioni che, ha detto il capogruppo del Pd Roberto Poli, era inutile elencare in delibera in quanto contenute nell’allegato alla stessa.

Due ore e passa di discussione hanno quindi portato all’approvazione della delibera di presa d’atto, nella formulazione originaria e senza emendamenti, scatenando il centrodestra che ha accusato Pd e maggioranza di mostrarsi ancora una volta indisponibile ad ammettere i propri errori e ad accettare il contributo dell’opposizione.

Lo scontro è andato anche sul personale (“Siete un po’ colpiti dalla sindrome di Fonzie”, ha detto il capogruppo FI Carlo Malvezzi) con il sindaco che ha abbandonato per qualche minuto il tavolo dopo che lo stesso Malvezzi aveva usato un’espressione non gradita dall’assessore al Bilancio. Scene già viste, corrispondenti ai diversi caratteri degli interlocutori, dietro le quali ci sono però questioni di merito.

Perchè se è vero, come ha detto in uno dei suoi interventi il capogruppo della Lega Alessandro Zagni, che la Corte dei Conti ha archiviato 8 obiezioni su 10 dopo aver ricevuto le risposte del Settore Entrate, è anche vero che nelle conclusioni la magistratura contabile dichiara che “le operazioni attivate dall’Ente, in sostanza, non sembrano aver prodotto il necessario adeguamento dello stock dei residui attivi alla nuova armonizzazione contabile” e che permane “una difficoltà del comune nella riscossione delle entrate proprie” circostanza che “potrebbe, nel tempo, alterare la reale rappresentazione degli equilibri di bilancio, nella misura in cui i crediti di difficile riscossione possano non essere compensati da congrui accantonamenti nel risultato di amministrazione dell’esercizio”.

Tra i numerosi interventi nel dibattito, quello del consigliere di Articolo 1, Francesco Ghelfi, che ha evidenziato come quelle stesse forze politiche che chiedono un pressing sulle riscossioni siano le stesse che a livello nazionale chiedono periodicamente la cancellazione delle cartelle esattoriali.

“Avete voluto fare gli accertamenti e a un certo punto vi siete resi conto che non potevate riscuoterli, avete voluto fare gli sceriffi ma poi siete tornati a casa con le perdite. Dovete decidere cosa volete essere, se essere un’amministrazione rigorosa e al tempo stesso solidale”, ha detto Malvezzi. Mentre dal canto suo Poli (Pd) ha evidenziato come negli ultimi due anni, stante la gravissima crisi economica innescata dalla pandemia, non fosse il caso di avviare procedure coattive nei confronti delle famiglie: “avrebbe significato mettere le ganasce alle auto e impedire alle persone di andare a lavorare”.

In sostanza, aveva spiegato nell’illustrare l’emendamento la capogruppo di Viva Cremona Maria Vittoria Ceraso, “non è sufficiente una presa d’atto, nostro compito come Consiglio comunale è dare un indirizzo politico all’amministrazione”. “Il nostro emendamento voleva rappresentare un’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio, affinchè i rilievi della Corte dei Conti diventassero un modo nuovo di lavorare insieme”, ha poi aggiunto Malvezzi.

“Ho visto una degenerazione della discussione che non avrebbe dovuto esserci”, ha detto il consigliere M5S Luca Nolli. “Avevo approvato questo emendamento in quanto lo consideravo come un rafforzativo rispetto a un allegato, indicare qualcosa in maniera esplicita è sempre meglio che allegare un atto. Ma sono rimasto sconcertato dal tono che ha assunto questa discussione che a mio parer doveva restare solo in ambito tecnico”.

La delibera è stata alla fine approvata all’unanimità, “per rispetto alla Corte dei Conti”, hanno spiegato i rappresentanti dell’opposizione.

LE AZIONI GIA’ ATTUATE DAL COMUNE – Cosa succederà adesso nel concreto? Il Comune darà risposta ai rilevi della magistratura contabile dando piena attuazione a misure già avviate, ad esempio, ha spiegato Manzi, attuando una “bonifica dei dati sui quali si fondano le attività di emissione degli accertamenti e conseguente riscossione. Le condizioni delle banche dati erano alquanto problematiche ed i processi di aggiornamento, mantenimento ed allineamento pressoché inesistenti, sono anni che il personale del Comune è impegnato in questa attività ed ora i dati si possono considerare attendibili. Dal 2017 il compenso per le prestazioni di riscossione ordinaria e coattiva delle entrate comunali rese dal concessionario (ICA-ABACO) è calcolato sui crediti effettivamente riscossi, anziché ad “importo fisso”, commisurando il compenso al risultato raggiunto.

E poi ancora: riduzione dei tempi di sollecito del credito e di avvio della riscossione coattiva;  avvio del sistema “PagoPA” (canale digitale per facilitare i pagamenti); attivazione dell’App IO che abilita i pagamenti con modalità facilitate;  disponibilità “estratto conto del contribuente” che consente di verificare la propria posizione rispetto agli accertamenti emessi, i pagamenti effettuati e, per quelli non liquidati, procedere al pagamento attraverso i canali telematici;  esazione domiciliare: il Concessionario mediante un proprio ufficiale della riscossione, supportato da un agente della Polizia Locale appartenente al nucleo di Polizia Tributaria Locale, effettua un servizio di esazione domiciliare nei confronti dei contribuenti debitori con frequenza mensile, previa analisi della condizione patrimoniale e della capacità reddituale di ciascun debitore”. gb

 

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