Cronaca
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Lungo blackout in via Aselli: "colpa"
di un pozzetto nascosto dall'asfalto

Una situazione di black out in città (foto d'archivio)

Un pozzetto dell’elettricità coperto dall’asfalto e quindi difficile da individuare. Ecco perchè Citelum ha impiegato tanto tempo per individuare e risolvere la causa del black out in un vasto comparto del centro città  attorno a via Aselli, da piazza Giovanni 23 fino a largo Paolo Sarpi e vie limitrofe. La risposta alla domande che ancora oggi si pongono tanti residenti, arriva dal vicesindaco Andrea Virgilio nella replica a una interrogazione della leghista Simona Sommi.

“La rete di pubblica illuminazione e quella semaforica è molto estesa e numerosi sono i terminali, quali punti luce e lanterne semaforiche”, si legge nella nota di Virgilio. “L’epoca di costruzione delle dorsali impiantistiche, realizzata in tempi differenti, non è recente. Le cause di guasto sulla rete di pubblica illuminazione possono essere diverse e non sempre individuabili rapidamente, nonostante Citelum intervenga nei tempi contrattuali. Inoltre si rileva che, purtroppo frequentemente, le paline semaforiche e i pali della pubblica illuminazione vengono abbattuti da veicoli coinvolti in sinistri stradali.”
“Il problema che ha interessato recentemente il comparto di via Aselli è stato un guasto importante che ha richiesto più tempo per scoprirne la natura e l’entità: dovendo ricercare
il guasto sotteso a più di 10 vie, le dorsali analizzate coprono diversi chilometri di linea e  l’individuazione del guasto ha richiesto molte ore di lavoro. In tal caso il guasto ha riguardato un cavo interrato che nel corso del tempo, probabilmente durante alcuni lavori, ha subito un danno:; il pozzetto dal quale si poteva ispezionare il cavo era stato coperto dall’asfalto, pertanto è stato anche difficile individuarlo.
Una volta individuata la causa, Citelum ha ripristinato la situazione sostituendo anche tutti corpi illuminanti”.
Dall’analisi dei dati storici delle segnalazioni, emerge un calo delle stesse: secondo i dati forniti dal Comune, si è passati dalle 2.129 del 2017 (di cui 844 gravi, da “codice rosso”) alle 1.026 del 2021, di cui 396 gravi.

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