Cronaca
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Tamoil, causa civile. Prima udienza
Il Comune: "Danni per 40 milioni"

Si apre domani in sede civile la prima udienza della causa intentata dal Comune di Cremona contro Tamoil per ottenere l’integrale risarcimento di tutti i danni patiti a causa del disastro ambientale causato dalla raffineria. Il Comune chiederà una cifra minima pari a 40 milioni di euro.

La domanda risarcitoria del Comune concerne sia il profilo patrimoniale, a partire dalle spese sostenute per affrontare il problema dal punto di vista amministrativo, che quello non patrimoniale, relativo al danno all’immagine della città e dell’ente pubblico e al danno all’identità storica, culturale e politica della città.

Sul fronte penale, la parola fine è stata scritta il 25 settembre del 2018 dalla Corte di Cassazione, che ha confermato in via definitiva la sentenza emessa il 20 giugno del 2016 dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia con la condanna a tre anni di reclusione per disastro ambientale colposo aggravato per il manager Enrico Gilberti.

Confermati, per le parti civili, i risarcimenti decisi in primo grado nel 2014 dal giudice Guido Salvini, compreso il milione di euro a titolo di provvisionale per il Comune. Se in primo grado il Comune era rappresentato dal cittadino Gino Ruggeri, negli altri due gradi di giudizio è stata la stessa amministrazione a chiedere i danni.

Per i giudici, dunque, Tamoil ha inquinato la falda e i terreni sottostanti la raffineria, le canottieri Bissolati e Flora e il Dopolavoro ferroviario. Ora si apre la causa civile.

Sara Pizzorni

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