Giochi Olimpici: anche Cremona protagonista
con imprese e il supporto di Confartigianato
Dalla sport economy alle filiere produttive e dei servizi: 148 imprese cremonesi coinvolte in un sistema che in Italia conta 25 mila PMI
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non sono soltanto uno dei più importanti eventi sportivi internazionali dei prossimi anni, ma rappresentano anche una grande occasione di sviluppo economico, produttivo e sociale per i territori coinvolti, diretti e indiretti.
Un’opportunità che riguarda da vicino anche la provincia di Cremona, inserita in un sistema regionale e nazionale in cui la sport economy è sempre più strategica e trainata in modo decisivo dalle micro e piccole imprese.
Secondo i dati dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, la regione guida la classifica nazionale con 5.816 imprenditori attivi nella sport economy, un comparto che comprende 14 settori tra manifattura e servizi: dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature sportive, dalla logistica ai servizi per eventi e turismo. Un sistema che in Lombardia occupa oltre 15.400 addetti e che si fonda su un modello produttivo diffuso, flessibile e fortemente radicato nei territori.
Anche Cremona fa parte di questo ecosistema.
In provincia si contano 148 imprese attive nei settori dei prodotti e dei servizi per l’attività sportiva, con 468 addetti. Numeri che, pur più contenuti rispetto ai grandi poli metropolitani, testimoniano la presenza di competenze e specializzazioni che possono trovare spazio nelle filiere legate ai Giochi olimpici.
Le opportunità non si limitano alla produzione diretta di beni, ma riguardano anche servizi, subfornitura, manutenzioni, logistica, accoglienza e indotto turistico.
Un effetto che va oltre i comuni sede delle competizioni e che può coinvolgere l’intero territorio lombardo, valorizzando la capacità delle imprese locali di inserirsi in catene di fornitura complesse e articolate.

Il quadro regionale si inserisce in una dimensione nazionale altrettanto significativa. In Italia la sport economy conta circa 25 mila imprese, di cui il 99,5% sono micro e piccole imprese, che danno lavoro a 56 mila addetti.
È un dato che evidenzia con chiarezza come il successo di grandi eventi internazionali poggi su un tessuto produttivo fatto di aziende di piccola dimensione, spesso artigiane, capaci di coniugare qualità, personalizzazione e innovazione.
All’interno della manifattura sportiva, l’artigianato rappresenta quasi il 45,5% delle imprese, confermando il ruolo centrale del saper fare italiano nella produzione di attrezzature, abbigliamento tecnico e componenti ad alto contenuto specialistico.
È in questo contesto che Confartigianato definisce Milano-Cortina 2026 come “l’Olimpiade dell’intelligenza artigiana”: un evento che mette al centro non solo lo sport, ma anche il valore delle competenze, della creatività e della capacità delle imprese di adattarsi a esigenze complesse e internazionali.
Un modello che unisce economia e società, produzione e servizi, manifattura e turismo.
Nei territori interessati dai Giochi, oltre la metà delle presenze turistiche è rappresentata da visitatori stranieri, un elemento che rafforza il potenziale di visibilità e attrattività per le imprese, anche quelle lontane dalle sedi di gara ma inserite nelle filiere dell’accoglienza e dei servizi.
Il settore dello sport rappresenta da tempo un ambito strategico di attenzione per Confartigianato Imprese Cremona, non solo in relazione alle imprese che operano direttamente nella sport economy, ma anche per il mondo dello sport dilettantistico, che sul territorio riveste un ruolo economico e sociale di primo piano.
Confartigianato Cremona affianca infatti imprese, società sportive e Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) offrendo servizi specialistici che spaziano dalla consulenza contabile e fiscale, alla gestione amministrativa, fino al supporto nella gestione dei rapporti di lavoro sportivi, un ambito che negli ultimi anni ha assunto una crescente complessità normativa. Un’attività di supporto fondamentale per consentire a imprese e realtà sportive di operare in modo corretto, sostenibile e conforme alle regole, liberando risorse ed energie da dedicare allo sviluppo delle attività.
“Milano-Cortina 2026 è una sfida che coinvolge tutto il sistema produttivo lombardo, non solo le grandi città o le località di montagna – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Cremona, Stefano Trabucchi –. Anche le imprese artigiane cremonesi possono giocare un ruolo importante, grazie a competenze, flessibilità e qualità produttiva che rappresentano un valore riconosciuto. Allo stesso tempo, il mondo dello sport dilettantistico è un presidio economico e sociale che come associazione seguiamo con attenzione, offrendo servizi e consulenze per accompagnarne la crescita e la sostenibilità“.
Un impegno che si traduce in assistenza quotidiana alle imprese e alle ASD, ma anche nella capacità di leggere i grandi eventi come occasioni di sviluppo per tutto il territorio.
La vera sfida, infatti, sarà quella di trasformare Milano-Cortina 2026 in un’eredità positiva e duratura. Non solo infrastrutture e visibilità internazionale, ma filiere rafforzate, competenze consolidate e imprese più competitive anche dopo lo spegnimento del braciere olimpico.
In questo percorso, territori come Cremona possono valorizzare il proprio patrimonio artigiano, imprenditoriale e sportivo, inserendosi in un sistema più ampio che vede nelle micro e piccole imprese e nello sport di base un motore di crescita economica e coesione sociale. Un modello di sviluppo che unisce radicamento locale e visione globale e che trova nell’“intelligenza artigiana” una delle sue espressioni più autentiche.