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No agli ingressi scaglionati
Il mondo della scuola propone
un ritorno in presenza al 50%

Didattica in presenza al 50% anziché al 75%, almeno in una prima fase, anche in considerazione di una possibile recrudescenza della pandemia. Questa la proposta che verrà portata al tavolo prefettizio sui trasporti scolastici in programma domani, formulata dai dirigenti delle scuole superiori cittadine che questa mattina si sono confrontati in videoconferenza insieme al direttore dell’ufficio scolastico territoriale. Gli ingressi scaglionati (ore 8  e 9,30 oppure 8  e 10) ipotizzati nell’ultimo tavolo presso la Prefettura non sono di facile gestione e questo era già stato detto chiaramente anche a luglio, quando si iniziava a programmare la ripresa di settembre.  I doppi turni pongono problemi difficilissimi da superare in un’organizzazione scolastica complessa: “Ci sono diverse scuole – ci spiega il dirigente del liceo scientifico Aselli Alberto Ferrari –  i tecnici in particolare e i professionali, con un numero di ore molto consistente. Pensare ad una frequenza scolastica distribuita tra le 10 e le 16 pone parecchie questioni problematiche: dove mangiano questi ragazzi? E in quali condizioni sanitarie? I nostri edifici non sono attrezzati come avviene probabilmente nelle scuole milanesi. Anche le fasce dei ritorni sarebbero di conseguenza scaglionate, si potrebbe arrivare addirittura alle 17, togliendo in questo modo ai ragazzi spazi di vita che alla loro età sono importanti, penso a coloro che hanno ricominciato seppure parzialmente attività sportive o musicali. Ci è stato proposto un inizio alle 9,30, che però è incompatibile con l’orario delle altre classi, sia all’interno del medesimo istituto, per non parlare del fatto che ci sono decine di docenti distribuiti su più scuole”.

Da qui la proposta alternativa: partire in una prima fase con il 50% di ragazzi in presenza, la stessa capienza degli autobus prevista dal 7 gennaio, e vedere se si potrà arrivare al 75% gradualmente, tenendo conto che gennaio è il mese delle influenze e di ipotizzabili nuove quarantene per docenti e studenti. Un timore, questo, che traspare a più livelli negli ambienti medici.

“Nostro compito è organizzare i luoghi dell’istruzione”, conclude Ferrari. “Tra noi dirigenti devo dire che c’è stata una piena condivisione, siamo tutte persone che hanno piena consapevolezza di quanto i ragazzi stiano soffrendo e di quanto sia importante la scuola in presenza. Ma ci sono problemi oggettivi  con gli ingressi scaglionati”.  Tanto per citarne altri: i dirigenti hanno la totale responsabilità di sorveglianza sui ragazzi nel momento in cui mettono piede oltre il cancello non li si può lasciare senza sorveglianza; qualcuno utilizza il treno, non il pullman, quindi gli orari di arrivo non combaciano; c’è il problema della pulizia delle aule, per cui non c’è abbastanza personale Ata per fare doppi turni, soprattutto se l’ultima lezione finisce alle 17. Il confronto con territori limitrofi dove il doppio turno sembra ipotizzabile, ad esempio Lodi, a Cremona non regge: la conformazione della provincia, allungata verso il casalasco e il cremasco, fa sì che i voglia troppo tempo per l’autobus per andare e tornare in un’ora.

I dirigenti insomma premeranno per un ritorno a scuola al 50% per evitare il rischio molto concerto che se non venisse fatto in maniera adeguata si rischia di portare indietro tutti.

Giuliana Biagi

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